911test

sabato, settembre 23, 2006

Transrapid

Ho sentito la notizia oggi a mezzogiorno e mi e' suonata strana. Forse ormai ho passato il limite, e vedo complotti ovunque, forse ci ho preso.
In ogni caso penso che ragionarci su possa anche essere utile per cercare di essere piu' critici in generale verso le ipotesi di compotto improvvisate.
In ogni caso ho fatto un giro su google news e ho raccolto un po' di elementi da vari articoli, che vi riporto.

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http://www.euronews.net/create_html.php?page=detail_info&article=381276&lng=4

L'incidente e' avvenuto a Lathen, nella regione dell'Emsland, lungo una linea sperimentale di 31 chilometri inaugurata nel 1984. Paradossalmente, proprio in questi giorni si sta discutendo se costruire una seconda linea Transrapid a Monaco di Baviera. Sul luogo dell'incidente hanno operato oltre 150 soccorritori. Il loro lavoro e' stato reso difficile dall'altezza della rotaia, che viaggia a quattro metri dal suolo.

http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id=%7BDEF52B47-DB78-4469-81E3-083C3A8C4949%7D

Resta da chiarire perche' il convoglio, sia partito per un viaggio-test nonostante che un veicolo di manutenzione con piattaforma per riparazioni ancora si trovasse ancora sui binari. (Agr)

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=120792

A causa quasi certamente di un errore umano...
[...]
Una storia travagliata quella del Transrapid, considerato un gioiello della tecnologia avveniristica ma un quasi fallimento sul piano commerciale.
[...]
Ma è costosissimo e richiede una rete di binari tutta nuova. Per questo motivo sulla sua utilità ci sono forti perplessità da parte delle ferrovie tedesche.

http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=66455,1,1

un vagoncino usato dai tecnici per i lavori di manutenzione lasciato scriteriatamente sulla rotaia.
[...]
In un momento in cui si continua ancora a polemizzare contro i treni ad alta velocità, anche quelli che corrono su binari normali e sono guidati da un macchinista in carne e ossa, può sorgere il dubbio se sia il caso di spingere tanto l’acceleratore sulle innovazioni tecnologiche. È vero che anche in questo caso si è trattato quasi certamente di un errore umano a monte, ma se alla guida di quel treno ci fosse stato un ferroviere umano, anziché una teleguida, l’errore avrebbe potuto essere corretto, fermando il convoglio in tempo per non schiantarsi sull’ostacolo imprevisto.
[...]
Questa volta anche i tedeschi, proverbialmente precisi e organizzati, hanno mostrato di non essere stati capaci di prendere tutte le precauzioni possibili per un atto sperimentale, e quindi potenzialmente pericoloso.

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=59816

Secondo Broering, l'incidente è da attribuire ad un errore umano e non ad un inconveniente tecnico.

Pubblicato il: 22.09.06

http://it.wikipedia.org/wiki/Transrapid#Il_sistema_di_trasporto_in_Germania

- http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1778822.html?ref=hpsbdx

Il settimanale "Focus" rivela questa mattina che il Transrapid avrebbe dovuto iniziare il viaggio solo dopo il rientro alla stazione di partenza del carrello incaricato di ripulire il tracciato, come faceva ogni mattina. Il treno superveloce ha invece ricevuto il segnale di via libera ed ha iniziato il suo viaggio alle ore 9.51. Due minuti dopo si e' verificato il terribile schianto. A bordo del treno c'erano diversi dipendenti della societa' di gestione del Transrapid, oltre ad un gruppo di loro familiari.

- http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=64287

Secondo i primi elementi delle indagini, il treno ha investito un veicolo di cantiere con una piattaforma di sopraelevazione sulla quale si trovavano due tecnici (entrambi sopravvissuti ma in gravi condizioni) che stavano effettuando, come ogni giorno, lavori di pulizia, per sgomberare la tratta da rami di alberi o eventuali altri oggetti che potessero ostacolarne il passaggio. Una mancanza di comunicazione, dunque, potrebbe essere all'origine del dramma

- http://www.tio.ch/common_includes/pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=290244&idtipo=2

Secondo la cancelliera l'incidente non mette in discussione la tecnologia Transrapid. "All'attuale stato delle conoscenze resta una tecnologia sicura - ha detto la Merkel durante la conferenza stampa a Lathen


- http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/esteri/incidente-treno-germania/scheda-treno-superveloce/scheda-treno-superveloce.html

Il Transrapid ebbe scarsa fortuna anche in Germania. Nel concorso per il nuovo sistema del sistema di trasporto su rotaia tedesco gli fu preferito il convenzionale InterCity Express. L'Ice con velocità di punta di poco superiore ai 300 chilometri l'ora era più lento del Transrapid ma poteva sfruttare la rete esistente.

- http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/art/2006/09/22/5437174

Da anni il tracciato sperimentale di 31,8 km del Transrapid tra i villaggi di Doerpen e Lathen, nella regione dell'Emsland al confine con l'Olanda, costituiva una delle maggiori attrazioni turistiche per gli appassionati della tecnica. Dal 1983 al 1999 il numero di visitatori era stato di 281 mila, mentre dal 1999 al giugno di quest'anno sono stati 492 mila i curiosi saliti a bordo del Transrapid per compiere al prezzo di 18 euro il viaggio di 8 minuti dell'intero percorso. Per quattro giorni alla settimana, da mercoledì a sabato, il Transrapid compiva sette viaggi al giorno con visitatori a bordo.

- http://www.ansa.it/opencms/export/main/visualizza_fdg.html_1993781094.html

la piattaforma del veicolo per la manutenzione che ogni mattina provvede a sgombrare da rami d'albero ed altri ostacoli i 30 km di tracciato sperimentale tra Lathen e Melstrup, in Emsland, in funzione dal 1984 vicino alconfine della Germania settentrionale con l'Olanda. Il Transrapid senza macchinista, sul quale c'erano una trentina di persone in gran parte familiari del personale che lavora nel poligono sperimentale non sarebbe dovuto partire finché il veicolo per la manutenzione, lungo 20 metri e con due persone a bordo, era sul suo percorso. Perché ciò sia avvenuto, dovrà essere ora chiarito da una inchiesta, avviata immediatamente.
[...]
L'apparentemente inspiegabile incidente, in un impianto ad altissima tecnologia e automazione, rischia di causare un grave danno di immagini al progetto Transrapid, voluto fermamente dal cancelliere Helmut Kohl (Cdu), il cui governo aveva deciso di unire Amburgo e Berlino con il primo treno magnetico tedesco, avviato quasi in contemporanea e in concorrenza con un analogo progetto giapponese. Il piano originario era stato poi sacrificato alle esigenze ambientali dal governo Spd-Verdi del cancelliere Gerhard Schroeder (Spd).

Con l'avvento del cancelliere Angela Merkel (Cdu), il progetto è stato ripreso in vista della creazione di un Transrapid commerciale a Monaco di Baviera, per un collegamento di 38 km con l'aeroporto. La decisione finale dovrebbe essere presa entro la fine di quest'anno. Tutto sembra dipendere da quanto è pronta a finaziare la Baviera, che è la regione più avanzata tecnologicamente della Germania. Ma l'incidente di oggi potrebbe mettere in questione un treno proposto come modello di grande progresso anche in tema di sicurezza, e rendere difficile la sua commercializzazione a Monaco.

- http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/esteri/incidente-treno-germania/incidente-treno-germania/incidente-treno-germania.html

Secondo il responsabile della società di gestione dell'impianto sperimentale Rudolf Schwarz, il disastro non è da attribuire a cause tecniche, ma ad un errore umano.

- http://www.tendenzeonline.info/apcom.php?s=20060923_000004.xml

La causa dell'incidente al Transrapid, che non ha conducente, sarebbe da attribuire a "negligenza umana" e non a "problemi di tecnologia", ha dichiarato un magistrato della Procura, Alexander Retemeyer, nel corso di una conferenza stampa.
[...]
Una mancanza di comunicazione, dunque, potrebbe essere all'origine del dramma.

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Quindi cosa sappiamo?
Sappiamo, senza alcun dubbio, a un giorno dal disastro, che e' stato un errore umano. Ce lo dicono ben 4 persone: Merkel, Broering, Schwarz, Retemeyer.

In particolare si parla di un problema di comunicazione, relativo ad un'attivita' di routine, eseguita forse quitidianamente dal 99, se non dall'84.
Come se ogni mattina il vagone delle pulizie telefonasse al capotreno dicendo: "abbiamo finito, andate pure".

Un articolo suggerisce addirittura che l'incidente avrebbe potuto essere evitato se ci fosse stato il conducente. Ricordate tutte le polemiche e i discorsi sui sistemi automatici di controllo degli scambi e simili di qualche tempo fa? Davvero non c'erano sistemi automatici di controllo "via libera", soprattutto per un treno senza conducente? Forse essendo una linea sperimentale, dall'84, non erano stati ancora realizzati o non erano in funzione. O forse non erano in grado di rilevare certi tipi di ostacoli.

Sappiamo, come e' ovvio, che dietro tutto cio' girano grandi interessi economici e che a breve deve essere presa una decisione in merito.

Sappiamo che la Merkel e' tornata d'urgenza dalla Cina, ma questo forse e' comprensibile in ogni caso.

Sappiamo che l'impatti e' avvenuto dopo 2 minuti, che la tratta e' percorsa in 8 minuti a 200 km/h circa. Quindi se il carrellino avesse dovuto ispezionarla tutta, gli restavano ancora (8-2) min * 200 km/h = 0,1 ore x 200 km/h = 20 km. Andando ad una velocita' spedita di 40/60 km/h avrebbe impiegato 30/20 minuti. Insomma, un discreto ritardo. Sarebbe curioso sapere quali erano gli orari di riferimento delle altre mattine.

Puo' essere che la cosa sia strana, o puo' essere che considerazioni di questo tipo si possano fare per qualunque notizia, vera o falsa che sia. Forse pero' qualche domanda e' giusto farsela in ogni caso.

giovedì, settembre 21, 2006

Linguaggio della diplomazia

Supponiamo che l'attentato sia vero.

E' impossibile che gli altri capi di stato non ne siano a conoscenza.

Quello che ne deduco e' che il 911 sia stato senza dubbio anche un enorme messaggio "diplomatico" al resto del mondo.
In altre parole un "guardate cosa siamo in grado di fare". Prima si sperimentavano armi nucleari, poi la corsa allo spazio. Adesso si dimostra la propria superiorita' tramite il controllo dei mezzi di comunicazione, ovvero delle masse.

E ci si ritrova improvvisamente con in mano una nuova arma: l'attentato terroristico. In realta' e' un'arma un po' delicata da usare, perche' richiede la collaborazione di diversi agenti sul luogo.
Ma in fondo si puo' correre il rischio.

Perche' in fondo svelare il 911 significa non tanto svelare un singolo crimine, ma svelare un'intera nuova tipologia di crimine, che oggi nessuno accetta come possibile: la cospirazione governativa.

Scoprire il 911 vorrebbe dire ammettere diverse cose.
Per prima cosa che tutti gli altri governi ne erano a conoscenza, ma che hanno tenuto il gioco, o per paura o per interesse.
Seconda cosa, piu' importante, mostrare che cio' e' possibile, in modo inequivocabile. Certo, si potra' far ricadere la colpa su poche mele marce, ma non penso possa essere molto facile da gestire in ogni caso. I complotti esistono e i cospiratori non sono sempre dei folli.

Ma se il 911 e' falso, forse allora non siamo nemmeno andati sulla luna, gli alieni esistono o, tornando alle cose serie, Tonchino, JFK, la Strategia della Tensione sono, questa volta con certezza, quello che si sospetta siano.

E infine quindi significherebbe perdere uno strumento, che tutti i governi in un modo o nell'altro usano, ovvero la propaganda, la semplice manipolazione delle informazioni quando non l'uso vero e proprio di bugie. Strumento a mio parere preziosissimo, irrinunciabile.

E quindi non puo' esserci interesse da parte di altri paesi "forti" a tradire il loro alleato-terrorista. Puo' esserci invece da parte di chi, anche se magari non e' molto piu' onesto degli altri, e' fuori dai grandi mezzi di comunicazione, e che quindi non sarebbe in grado di utilizzare comunque la potente arma della propaganda. Per esempio Iran e Venezuela.

sabato, settembre 16, 2006

Controipotesi assurda

Decido che ho bisogno di una nuova Pearl Harbour per giustificare la mia Long War e altro. E ok.
Decido una serie di bersagli simbolici, tra cui le torri. Perfetto.
Decido che queste devono crollare, fino in fondo, del tutto. E nel mio attentato scelgo di usare un mezzo, l'aereo, che so benissimo non essere in grado di produrre quel risultato.
Quindi mino le torri, con gran chiasso, facendomi notare da tutti, tipo staccando la corrente l'8 e 9 settembre, mando via i cani anti bomba, ecc. e poi affermo che e' stata colpa degli aerei.
Possibile che non si potesse pensare a qualcosa di meglio? Non dico perfetto, ma un po' meno improbabile.

Sempre per non dare nell'occhio demolisco un terzo grattacielo, ma questa forse e' stata una svista, qualcosa andato storto.

Passo poi, con tutta calma e con i miei fidati consulenti, a studiare l'attacco al pentagono e quello che ne viene fuori e' quello che sappiamo: scelgo di usare un mezzo (missile o altro) che abbia caratteristiche del tutto diverse da quello che dichiarero' ufficialmente, ovvero un aereo di linea (che tra l'altro ho gia' usato in almeno altri due dei miei piani).
Perche' non usare davvero un altro aereo? Davvero per non rischiare di fare troppi danni, tutto qui?

Infine tiro in ballo un quarto aereo, forse simbolicamente diretto sulla Casa Bianca ma che l'eroismo del nostro popolo riesce a sventare lasciando uno spiraglio di speranza e di riscossa in un giorno cosi' cupo.
Fabbirico quindi, almeno secondo alcuni, delle telefonate false e infine abbatto con un caccia l'aereo creando una scena del crimine del tutto inconsistente con la versione ufficiale.

Se andando al cinema mi presentassero una cosa di questo tipo penso che sarei tentato di andarmene o di restare per scoprire fino a che punto si puo' arrivare.

Perche' un piano cosi' rozzo, cosi' stupido?

Posso contare sullo shock, per coprire il primo periodo.
Posso contare sull'insabbiamento sistematico di tutto quanto.
Posso contare sull'ignoranza delle persone.
Posso contare sulla fede incrollabile che le persone hanno per la libera stampa.
Posso contare sul rifiuto altrettanto forte che le persone hanno per l'idea che il proprio governo possa fare una cosa simile.

Pero' tutto il discorso rimane molto, troppo scombinato.

Si puo' pensare che sia stato ideato di proposito un piano cosi' inconsistente come forma estremamente raffinata di copertura, per costringere il futuro complottista a dover sostenere una tesi ridicola e inconcepibile, di fatto screditandosi da solo. Forse, ma mi sembra un po' tirata e un po' troppo facile, troppo comoda.

Insomma, se ci si scandalizza davanti ai passaporti bruciacchiati, non si puo' accettare come ovvio il fatto che Il Piano prevedesse di lanciare un missile e dichiarare un Boeing.

Davvero avevano (hanno?) la fiducia assoluta di poter sostenere qualunque tesi? Oppure l'inganno era previsto durasse poco, solo alcuni anni?
O forse hanno sottovalutato internet come strumento di collaborazione e indagine?

mercoledì, settembre 06, 2006

Difetti formali delle teorie cospiratorie

Tutte le teorie cospiratorie hanno un grave difetto. Ipotizzando un insabbiamento e, appunto, una cospirazione non possono essere attaccate dall'assenza di prove: e' ovvio che queste non ci siano, poiche' sono state nascoste.
Una degenerazione di questo discorso porta poi a poter rifiutare qualunque prova contraria, testimonanze, documenti, video, in quanto falsi o manipolati.
In questo modo la sua teoria diventa inattaccabile e, dal mio punto di vista, fallisce.

Un'ultimo difetto e' quello delle fonti. Non mi riferisco al fatto di non citare o di verificare le fonti che si citano, cosa che tutti i "complottisti"seri fanno puntualmente, spesso con piu' cura e puntualita' dei giornalisti "mainstream".
Mi riferisco alla possibilita' di rifiutare le notizie a proprio piacimento: se una notizia va contro la propria ipotesi si puo' dire che e' falsa e che il giornalista fa parte del complotto. Se invece la notizia e' a favore allora subito si cita l'"autorita'" del giornale che la riporta.

Questi a mio avviso sono pericoli oggettivi, per cui tentare di sostenere qualunque ipotesi di cospirazione e' al tempo stesso molto facile, in un primo momento, e molto difficile quando si passa ad un'analisi puntuale. Questo sia nel caso la propria ipotesi sia vera sia nel caso non lo sia.

Inoltre nel momento in cui si ipotizza una cospirazione di grosse dimensioni ci si trova proprio a sostenere una partecipazione attiva da parte dei cospiratori nel depistare le indagini e ostacolarle.

Rimangono quindi molti pochi elementi da utilizzare che non possano essere facilmente oggetto di questo genere di critiche: analisi riproducibili degli elementi noti e ricerca di evidenti contraddizioni in quanto viene dichiarato in uno stesso documento o da un stessa fonte.

L'intervista riportata dal corrispondente estero di un qualche giornale e' troppo difficile da riprodurre. Se anche io stesso contattassi quella persona e verificassi di persona quanto letto, a mia volta non avrei modo di condividere con altri la certezza dei fatti che personalmente ho ottenuto, che potrebbero dubitare di me cosi' come del giornalista.
Allo stesso modo il fatto che le notizie riportate su un giornale siano in contraddizione con quelle presenti su un altro non puo' essere un elemento significativo su cui appoggiarsi.

Diventa invece piu' significativo quando una stessa fonte dichiara in momenti diversi versioni differenti, come ad esempio quello che sta succedendo con il NORAD sull'11 settembre.

Infine, il primo punto che ho citato, restano le analisi riproducibili di elementi noti. Cosa si possa considerare noto e' molto soggettivo, come, in ultima analisi, ogni attivita' umana. Personalmente ritengo che l'insieme di tutti i filmati trasmessi in diretta l'11 settembre si possa ritenere documenti dei fatti noti. E che le informazioni che se ne possono immediatamente ricavare possano essere un solido punto di partenza.

In conclusione credo sia comunque riuscire a costruire un ipotesi verificabile e falsificabile sui fatti avvenuti, senza per forza cadere in trappole "formali" che si applichino direttamente al metodo di indagine.