911test

giovedì, agosto 24, 2006

Impossibile: troppe persone coinvolte

Molte persone di fronte alla possibilita' che il 911 sia opera di una qualche organizzazione para-governativa non hanno dubbi: e' impossibile. Un'operazione del genere coinvolgerebbe troppe persone, 1000 o piu'. Ed e' impossibile sia che siano tutti d'accordo sia che nessuno parli per minacce, soldi o qualunque altra cosa.

Ci sono un po' di difetti in questo ragionamento, per esempio non si sa bene su cosa si basino queste stime, numeriche e qualitative che vengono assunte semplicemente come "evidenti".

Ma quello che trovo il limite principale di questo ragionamento e' il seguente. Se ci si sofferma ad analizzare un singolo ipotetico caso in dettaglio ci si trova di fronte ad un semplice problema: a chi rivolgersi?

Poniamoci per un istante nello scenario dell'inside-job e prendiamo una persona che ne sia coinvolta. Magari una persona che si e' "pentita" o una persona che inizialmente non ne sapeva nulla (ad esemio pensava solo di star eseguendo normale manutenzione all'interno delle torri) e solo in seguito realizza a cosa ha partecipato.
Si trova a questo punto di fronte ad un problema complesso: sa che all'interno del proprio governo c'e' un gruppo di persone "poco raccomandabili". Faccio notare che per questo non serve nemmeno un contatto diretto da parte di qualcuno con questa persona: e' evidente quali siano i rischi. Ripeto che ci poniamo nello scenario del "complotto", e il nostro protagonista ha la certezza che questo sia avvenuto.
Magari non ha famiglia o altri che potrebbe mettere in pericolo, e dopo 2 notti insonni decide di parlare. Magari per caso fortuito ha conservato anche quale copia dei documenti che erano stranamente andati perduti nel recente trasloco.
La domanda e' molto semplice: a chi mi rivolgo? In questo scenario e' impossibile pensare che i mass-media non siano in qualche modo controllati o censurati. Come puo' il nostro eroe far conoscere la sua versione?
Sceglie cmq il suo giornale di fiducia e si reca in redazione. Racconta una storia delirante, da vero cospirazionista (magari e' anche comprensibilimente nervoso). Potrebbe essere facilmente mandato via, ma invece trova qualcuno disposto a dargli retta. Possiamo davvero pensare che un qualunque giornale decida di pubblicare questo scoop in prima pagina? Ovvero dichiarare che una qualche organizzazione para-governativa ha eseguito gli attacchi dell'11 settembre, che ha il controllo dei principali media e che solo loro conoscono la verita'.
Supponiamo che lo facciano. Il giorno dopo immagino si ritroverebbero ferocemente attaccati e ridicolizzati dal resto della stampa, a meno di supporre un qualche improvviso e hollywoodiano voltafaccia di tutti gli altri media coinvolti in nome di verita' e giustizia.
Puo' essere invece che la notizia venga pubblicata in un articolo minore, nessuno la nota, nessuno la amplifica, qualche ricercatore dei fatti del 911 la nota e la segnala sul proprio sito, un sito che leggono solo coloro che dubitano della versione ufficiale, che cosi' ottengono una nuova piccola conferma della propria tesi.
Nel mondo "mainstream" pero' la notizia non e' giunta, e se anche qualcuno fosse riuscito a superare tutti gli sbarramenti e a comunicare la sua verita', per il grande pubblico nessuna delle 1000 persone coinvolte avrebbe parlato. O magari una sola, ma cosa conta 1 su 1000?

Il nostro personaggio potrebbe invece decidere di parlare in modo anonimo con un qualche noto ricercatore dei fatti del 11 settembre. Questo a sua volta al piu' citera' una fonte anonima che avra' ben poco valore per chiunque (scettici e non).

Nello scenario proposto ho proposto che la stampa sia a conoscenza dei fatti e che li nasconda. Questa e' una mia ipotesi discutibile, ma trovo personalmente impossibile che, sempre nell'ipotesi del "complotto", la stampa non ne sappia o sospetti nulla che evito di valutare questo scenario.

Questo meccanismo secondo me da solo puo' giustificare la maggior parte dei silenzi delle persone coninvolte.
E' facile pensare che dove necessario possano anche essere prese misure piu' drastice rispetto alle singole persone, che di fatto sono per tutti dei perfetti sconosciuti, la cui scomparsa non farebbe notizia.

Penso pero' che ci sia un altra motivazione importante che possa giustificare il fatto che molte persone collaborino a nascondere i fatti: la semplice condivisione degli obiettivi e la rassegnata/fatalistica accettazioni dei mezzi da usare per raggiungerli.
Il gruppo che si ipotizza abbia orchestrato i fatti non e' composto da una decina di semplici cittadini, ma si ipotizza abbia grossi appoggi politic, finanziari e militari (altrimenti non si spiegherebbe il loro successo o anche solo la disponibilita' di mezzi). E' probabile che in questa rete di conoscenze e sostenitori sia difficile trovare persone disposte a collaborare per libera scelta. Le quali possono poi essere eventualmente addestrate per compiti specifici.

C'e' un altro aspetto un po' piu' articolato che volevo affrontare: come spiegare il fatto che, per esempio di fronte al crollo delle torri, diversi noti ricercatori abbiano fornito una spiegazione che qui ipotizzo falsa e che solo pochi abbiano sostenuto tesi alternative.
Qui ritengo che il meccanismo principale sia la banale distruzione delle prove su cui basare le proprie analisi.
Come segnalato gia' in un altro post la "scena del crimine" di ground zero e' stata distrutta in modo molto rapido limitando moltissimo l'accesso anche agli stesse persone incaricate dal FEMA di condurre le indagini. Anche l'accesso ai progetti e informazioni di dettaglio sulle torri e' stata limitata moltissimo.
Molte delle analisi fatte sono quindi basate solo su quanto si e' scelto di rendere pubblico, oppure su documenti difficili da interpretare e apparentemente poco "accademici" (es. i filmati trasmessi dalle emittenti televisive e la foto d'archivio della costruzione delle torri per dedurne la struttura). Di fatto mi sembra di aver capito che sia oggettivamente difficile poter proporre una "seria" indagine sui crolli secondo gli standard accademici.
Il lavoro di Steven Jones ritengo che sia comunque un tentativo formalmente corretto, basato appunto solo sui pochi elementi disponibili.

Concludo facendo notare un limite di questo ragionamento. Affermo che la mancanza di persone che si facciano avanti per affermare la verita' e' compatibile con l'ipotesi dell'inside-job. Ovviamente pero' e' anche compatibile con l'ipotesi dell'attentato terroristico. Quindi chiaramente l'assenza di "dichiarazioni" non rafforza la prima ipotesi, ma ritengo che la loro mancanza non sia da ritenersi strana o inspiegabile e che quindi non sia un elemento significativo a discredito di questa stessa ipotesi.