911test

sabato, settembre 23, 2006

Transrapid

Ho sentito la notizia oggi a mezzogiorno e mi e' suonata strana. Forse ormai ho passato il limite, e vedo complotti ovunque, forse ci ho preso.
In ogni caso penso che ragionarci su possa anche essere utile per cercare di essere piu' critici in generale verso le ipotesi di compotto improvvisate.
In ogni caso ho fatto un giro su google news e ho raccolto un po' di elementi da vari articoli, che vi riporto.

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http://www.euronews.net/create_html.php?page=detail_info&article=381276&lng=4

L'incidente e' avvenuto a Lathen, nella regione dell'Emsland, lungo una linea sperimentale di 31 chilometri inaugurata nel 1984. Paradossalmente, proprio in questi giorni si sta discutendo se costruire una seconda linea Transrapid a Monaco di Baviera. Sul luogo dell'incidente hanno operato oltre 150 soccorritori. Il loro lavoro e' stato reso difficile dall'altezza della rotaia, che viaggia a quattro metri dal suolo.

http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id=%7BDEF52B47-DB78-4469-81E3-083C3A8C4949%7D

Resta da chiarire perche' il convoglio, sia partito per un viaggio-test nonostante che un veicolo di manutenzione con piattaforma per riparazioni ancora si trovasse ancora sui binari. (Agr)

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=120792

A causa quasi certamente di un errore umano...
[...]
Una storia travagliata quella del Transrapid, considerato un gioiello della tecnologia avveniristica ma un quasi fallimento sul piano commerciale.
[...]
Ma è costosissimo e richiede una rete di binari tutta nuova. Per questo motivo sulla sua utilità ci sono forti perplessità da parte delle ferrovie tedesche.

http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=66455,1,1

un vagoncino usato dai tecnici per i lavori di manutenzione lasciato scriteriatamente sulla rotaia.
[...]
In un momento in cui si continua ancora a polemizzare contro i treni ad alta velocità, anche quelli che corrono su binari normali e sono guidati da un macchinista in carne e ossa, può sorgere il dubbio se sia il caso di spingere tanto l’acceleratore sulle innovazioni tecnologiche. È vero che anche in questo caso si è trattato quasi certamente di un errore umano a monte, ma se alla guida di quel treno ci fosse stato un ferroviere umano, anziché una teleguida, l’errore avrebbe potuto essere corretto, fermando il convoglio in tempo per non schiantarsi sull’ostacolo imprevisto.
[...]
Questa volta anche i tedeschi, proverbialmente precisi e organizzati, hanno mostrato di non essere stati capaci di prendere tutte le precauzioni possibili per un atto sperimentale, e quindi potenzialmente pericoloso.

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=59816

Secondo Broering, l'incidente è da attribuire ad un errore umano e non ad un inconveniente tecnico.

Pubblicato il: 22.09.06

http://it.wikipedia.org/wiki/Transrapid#Il_sistema_di_trasporto_in_Germania

- http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_1778822.html?ref=hpsbdx

Il settimanale "Focus" rivela questa mattina che il Transrapid avrebbe dovuto iniziare il viaggio solo dopo il rientro alla stazione di partenza del carrello incaricato di ripulire il tracciato, come faceva ogni mattina. Il treno superveloce ha invece ricevuto il segnale di via libera ed ha iniziato il suo viaggio alle ore 9.51. Due minuti dopo si e' verificato il terribile schianto. A bordo del treno c'erano diversi dipendenti della societa' di gestione del Transrapid, oltre ad un gruppo di loro familiari.

- http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=64287

Secondo i primi elementi delle indagini, il treno ha investito un veicolo di cantiere con una piattaforma di sopraelevazione sulla quale si trovavano due tecnici (entrambi sopravvissuti ma in gravi condizioni) che stavano effettuando, come ogni giorno, lavori di pulizia, per sgomberare la tratta da rami di alberi o eventuali altri oggetti che potessero ostacolarne il passaggio. Una mancanza di comunicazione, dunque, potrebbe essere all'origine del dramma

- http://www.tio.ch/common_includes/pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=290244&idtipo=2

Secondo la cancelliera l'incidente non mette in discussione la tecnologia Transrapid. "All'attuale stato delle conoscenze resta una tecnologia sicura - ha detto la Merkel durante la conferenza stampa a Lathen


- http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/esteri/incidente-treno-germania/scheda-treno-superveloce/scheda-treno-superveloce.html

Il Transrapid ebbe scarsa fortuna anche in Germania. Nel concorso per il nuovo sistema del sistema di trasporto su rotaia tedesco gli fu preferito il convenzionale InterCity Express. L'Ice con velocità di punta di poco superiore ai 300 chilometri l'ora era più lento del Transrapid ma poteva sfruttare la rete esistente.

- http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/art/2006/09/22/5437174

Da anni il tracciato sperimentale di 31,8 km del Transrapid tra i villaggi di Doerpen e Lathen, nella regione dell'Emsland al confine con l'Olanda, costituiva una delle maggiori attrazioni turistiche per gli appassionati della tecnica. Dal 1983 al 1999 il numero di visitatori era stato di 281 mila, mentre dal 1999 al giugno di quest'anno sono stati 492 mila i curiosi saliti a bordo del Transrapid per compiere al prezzo di 18 euro il viaggio di 8 minuti dell'intero percorso. Per quattro giorni alla settimana, da mercoledì a sabato, il Transrapid compiva sette viaggi al giorno con visitatori a bordo.

- http://www.ansa.it/opencms/export/main/visualizza_fdg.html_1993781094.html

la piattaforma del veicolo per la manutenzione che ogni mattina provvede a sgombrare da rami d'albero ed altri ostacoli i 30 km di tracciato sperimentale tra Lathen e Melstrup, in Emsland, in funzione dal 1984 vicino alconfine della Germania settentrionale con l'Olanda. Il Transrapid senza macchinista, sul quale c'erano una trentina di persone in gran parte familiari del personale che lavora nel poligono sperimentale non sarebbe dovuto partire finché il veicolo per la manutenzione, lungo 20 metri e con due persone a bordo, era sul suo percorso. Perché ciò sia avvenuto, dovrà essere ora chiarito da una inchiesta, avviata immediatamente.
[...]
L'apparentemente inspiegabile incidente, in un impianto ad altissima tecnologia e automazione, rischia di causare un grave danno di immagini al progetto Transrapid, voluto fermamente dal cancelliere Helmut Kohl (Cdu), il cui governo aveva deciso di unire Amburgo e Berlino con il primo treno magnetico tedesco, avviato quasi in contemporanea e in concorrenza con un analogo progetto giapponese. Il piano originario era stato poi sacrificato alle esigenze ambientali dal governo Spd-Verdi del cancelliere Gerhard Schroeder (Spd).

Con l'avvento del cancelliere Angela Merkel (Cdu), il progetto è stato ripreso in vista della creazione di un Transrapid commerciale a Monaco di Baviera, per un collegamento di 38 km con l'aeroporto. La decisione finale dovrebbe essere presa entro la fine di quest'anno. Tutto sembra dipendere da quanto è pronta a finaziare la Baviera, che è la regione più avanzata tecnologicamente della Germania. Ma l'incidente di oggi potrebbe mettere in questione un treno proposto come modello di grande progresso anche in tema di sicurezza, e rendere difficile la sua commercializzazione a Monaco.

- http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/esteri/incidente-treno-germania/incidente-treno-germania/incidente-treno-germania.html

Secondo il responsabile della società di gestione dell'impianto sperimentale Rudolf Schwarz, il disastro non è da attribuire a cause tecniche, ma ad un errore umano.

- http://www.tendenzeonline.info/apcom.php?s=20060923_000004.xml

La causa dell'incidente al Transrapid, che non ha conducente, sarebbe da attribuire a "negligenza umana" e non a "problemi di tecnologia", ha dichiarato un magistrato della Procura, Alexander Retemeyer, nel corso di una conferenza stampa.
[...]
Una mancanza di comunicazione, dunque, potrebbe essere all'origine del dramma.

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Quindi cosa sappiamo?
Sappiamo, senza alcun dubbio, a un giorno dal disastro, che e' stato un errore umano. Ce lo dicono ben 4 persone: Merkel, Broering, Schwarz, Retemeyer.

In particolare si parla di un problema di comunicazione, relativo ad un'attivita' di routine, eseguita forse quitidianamente dal 99, se non dall'84.
Come se ogni mattina il vagone delle pulizie telefonasse al capotreno dicendo: "abbiamo finito, andate pure".

Un articolo suggerisce addirittura che l'incidente avrebbe potuto essere evitato se ci fosse stato il conducente. Ricordate tutte le polemiche e i discorsi sui sistemi automatici di controllo degli scambi e simili di qualche tempo fa? Davvero non c'erano sistemi automatici di controllo "via libera", soprattutto per un treno senza conducente? Forse essendo una linea sperimentale, dall'84, non erano stati ancora realizzati o non erano in funzione. O forse non erano in grado di rilevare certi tipi di ostacoli.

Sappiamo, come e' ovvio, che dietro tutto cio' girano grandi interessi economici e che a breve deve essere presa una decisione in merito.

Sappiamo che la Merkel e' tornata d'urgenza dalla Cina, ma questo forse e' comprensibile in ogni caso.

Sappiamo che l'impatti e' avvenuto dopo 2 minuti, che la tratta e' percorsa in 8 minuti a 200 km/h circa. Quindi se il carrellino avesse dovuto ispezionarla tutta, gli restavano ancora (8-2) min * 200 km/h = 0,1 ore x 200 km/h = 20 km. Andando ad una velocita' spedita di 40/60 km/h avrebbe impiegato 30/20 minuti. Insomma, un discreto ritardo. Sarebbe curioso sapere quali erano gli orari di riferimento delle altre mattine.

Puo' essere che la cosa sia strana, o puo' essere che considerazioni di questo tipo si possano fare per qualunque notizia, vera o falsa che sia. Forse pero' qualche domanda e' giusto farsela in ogni caso.

giovedì, settembre 21, 2006

Linguaggio della diplomazia

Supponiamo che l'attentato sia vero.

E' impossibile che gli altri capi di stato non ne siano a conoscenza.

Quello che ne deduco e' che il 911 sia stato senza dubbio anche un enorme messaggio "diplomatico" al resto del mondo.
In altre parole un "guardate cosa siamo in grado di fare". Prima si sperimentavano armi nucleari, poi la corsa allo spazio. Adesso si dimostra la propria superiorita' tramite il controllo dei mezzi di comunicazione, ovvero delle masse.

E ci si ritrova improvvisamente con in mano una nuova arma: l'attentato terroristico. In realta' e' un'arma un po' delicata da usare, perche' richiede la collaborazione di diversi agenti sul luogo.
Ma in fondo si puo' correre il rischio.

Perche' in fondo svelare il 911 significa non tanto svelare un singolo crimine, ma svelare un'intera nuova tipologia di crimine, che oggi nessuno accetta come possibile: la cospirazione governativa.

Scoprire il 911 vorrebbe dire ammettere diverse cose.
Per prima cosa che tutti gli altri governi ne erano a conoscenza, ma che hanno tenuto il gioco, o per paura o per interesse.
Seconda cosa, piu' importante, mostrare che cio' e' possibile, in modo inequivocabile. Certo, si potra' far ricadere la colpa su poche mele marce, ma non penso possa essere molto facile da gestire in ogni caso. I complotti esistono e i cospiratori non sono sempre dei folli.

Ma se il 911 e' falso, forse allora non siamo nemmeno andati sulla luna, gli alieni esistono o, tornando alle cose serie, Tonchino, JFK, la Strategia della Tensione sono, questa volta con certezza, quello che si sospetta siano.

E infine quindi significherebbe perdere uno strumento, che tutti i governi in un modo o nell'altro usano, ovvero la propaganda, la semplice manipolazione delle informazioni quando non l'uso vero e proprio di bugie. Strumento a mio parere preziosissimo, irrinunciabile.

E quindi non puo' esserci interesse da parte di altri paesi "forti" a tradire il loro alleato-terrorista. Puo' esserci invece da parte di chi, anche se magari non e' molto piu' onesto degli altri, e' fuori dai grandi mezzi di comunicazione, e che quindi non sarebbe in grado di utilizzare comunque la potente arma della propaganda. Per esempio Iran e Venezuela.

sabato, settembre 16, 2006

Controipotesi assurda

Decido che ho bisogno di una nuova Pearl Harbour per giustificare la mia Long War e altro. E ok.
Decido una serie di bersagli simbolici, tra cui le torri. Perfetto.
Decido che queste devono crollare, fino in fondo, del tutto. E nel mio attentato scelgo di usare un mezzo, l'aereo, che so benissimo non essere in grado di produrre quel risultato.
Quindi mino le torri, con gran chiasso, facendomi notare da tutti, tipo staccando la corrente l'8 e 9 settembre, mando via i cani anti bomba, ecc. e poi affermo che e' stata colpa degli aerei.
Possibile che non si potesse pensare a qualcosa di meglio? Non dico perfetto, ma un po' meno improbabile.

Sempre per non dare nell'occhio demolisco un terzo grattacielo, ma questa forse e' stata una svista, qualcosa andato storto.

Passo poi, con tutta calma e con i miei fidati consulenti, a studiare l'attacco al pentagono e quello che ne viene fuori e' quello che sappiamo: scelgo di usare un mezzo (missile o altro) che abbia caratteristiche del tutto diverse da quello che dichiarero' ufficialmente, ovvero un aereo di linea (che tra l'altro ho gia' usato in almeno altri due dei miei piani).
Perche' non usare davvero un altro aereo? Davvero per non rischiare di fare troppi danni, tutto qui?

Infine tiro in ballo un quarto aereo, forse simbolicamente diretto sulla Casa Bianca ma che l'eroismo del nostro popolo riesce a sventare lasciando uno spiraglio di speranza e di riscossa in un giorno cosi' cupo.
Fabbirico quindi, almeno secondo alcuni, delle telefonate false e infine abbatto con un caccia l'aereo creando una scena del crimine del tutto inconsistente con la versione ufficiale.

Se andando al cinema mi presentassero una cosa di questo tipo penso che sarei tentato di andarmene o di restare per scoprire fino a che punto si puo' arrivare.

Perche' un piano cosi' rozzo, cosi' stupido?

Posso contare sullo shock, per coprire il primo periodo.
Posso contare sull'insabbiamento sistematico di tutto quanto.
Posso contare sull'ignoranza delle persone.
Posso contare sulla fede incrollabile che le persone hanno per la libera stampa.
Posso contare sul rifiuto altrettanto forte che le persone hanno per l'idea che il proprio governo possa fare una cosa simile.

Pero' tutto il discorso rimane molto, troppo scombinato.

Si puo' pensare che sia stato ideato di proposito un piano cosi' inconsistente come forma estremamente raffinata di copertura, per costringere il futuro complottista a dover sostenere una tesi ridicola e inconcepibile, di fatto screditandosi da solo. Forse, ma mi sembra un po' tirata e un po' troppo facile, troppo comoda.

Insomma, se ci si scandalizza davanti ai passaporti bruciacchiati, non si puo' accettare come ovvio il fatto che Il Piano prevedesse di lanciare un missile e dichiarare un Boeing.

Davvero avevano (hanno?) la fiducia assoluta di poter sostenere qualunque tesi? Oppure l'inganno era previsto durasse poco, solo alcuni anni?
O forse hanno sottovalutato internet come strumento di collaborazione e indagine?

mercoledì, settembre 06, 2006

Difetti formali delle teorie cospiratorie

Tutte le teorie cospiratorie hanno un grave difetto. Ipotizzando un insabbiamento e, appunto, una cospirazione non possono essere attaccate dall'assenza di prove: e' ovvio che queste non ci siano, poiche' sono state nascoste.
Una degenerazione di questo discorso porta poi a poter rifiutare qualunque prova contraria, testimonanze, documenti, video, in quanto falsi o manipolati.
In questo modo la sua teoria diventa inattaccabile e, dal mio punto di vista, fallisce.

Un'ultimo difetto e' quello delle fonti. Non mi riferisco al fatto di non citare o di verificare le fonti che si citano, cosa che tutti i "complottisti"seri fanno puntualmente, spesso con piu' cura e puntualita' dei giornalisti "mainstream".
Mi riferisco alla possibilita' di rifiutare le notizie a proprio piacimento: se una notizia va contro la propria ipotesi si puo' dire che e' falsa e che il giornalista fa parte del complotto. Se invece la notizia e' a favore allora subito si cita l'"autorita'" del giornale che la riporta.

Questi a mio avviso sono pericoli oggettivi, per cui tentare di sostenere qualunque ipotesi di cospirazione e' al tempo stesso molto facile, in un primo momento, e molto difficile quando si passa ad un'analisi puntuale. Questo sia nel caso la propria ipotesi sia vera sia nel caso non lo sia.

Inoltre nel momento in cui si ipotizza una cospirazione di grosse dimensioni ci si trova proprio a sostenere una partecipazione attiva da parte dei cospiratori nel depistare le indagini e ostacolarle.

Rimangono quindi molti pochi elementi da utilizzare che non possano essere facilmente oggetto di questo genere di critiche: analisi riproducibili degli elementi noti e ricerca di evidenti contraddizioni in quanto viene dichiarato in uno stesso documento o da un stessa fonte.

L'intervista riportata dal corrispondente estero di un qualche giornale e' troppo difficile da riprodurre. Se anche io stesso contattassi quella persona e verificassi di persona quanto letto, a mia volta non avrei modo di condividere con altri la certezza dei fatti che personalmente ho ottenuto, che potrebbero dubitare di me cosi' come del giornalista.
Allo stesso modo il fatto che le notizie riportate su un giornale siano in contraddizione con quelle presenti su un altro non puo' essere un elemento significativo su cui appoggiarsi.

Diventa invece piu' significativo quando una stessa fonte dichiara in momenti diversi versioni differenti, come ad esempio quello che sta succedendo con il NORAD sull'11 settembre.

Infine, il primo punto che ho citato, restano le analisi riproducibili di elementi noti. Cosa si possa considerare noto e' molto soggettivo, come, in ultima analisi, ogni attivita' umana. Personalmente ritengo che l'insieme di tutti i filmati trasmessi in diretta l'11 settembre si possa ritenere documenti dei fatti noti. E che le informazioni che se ne possono immediatamente ricavare possano essere un solido punto di partenza.

In conclusione credo sia comunque riuscire a costruire un ipotesi verificabile e falsificabile sui fatti avvenuti, senza per forza cadere in trappole "formali" che si applichino direttamente al metodo di indagine.

giovedì, agosto 24, 2006

Precedenti in Italia

Sono un po' in dubbio se pubblicare questo post o meno perche' in qualche modo rischia di entrare in un ambito politico che preferirei lasciare fuori da questa mia indagine per evitare che posizioni e motivazioni altre si sovrappongano al problema affrontato.

Pero' ritengo il parallelo, per chi lo accetta, molto importante per i fatti in esame.

Molte delle stragi avvenute in italia negli anni 70 sono state attribuite a gruppi terroristici a volte di sinistra (es. Brigate Rosse) a volte di destra (es. Ordine Nuovo) e nel corso delle indagini sono spesso comparsi anche i servizi segreti o affini (es. Gladio).
Le stragi, i rapimenti e i presunti tentativi di colpo di stato credo siano noti a tutti. Nel corso delle indagini e dei numerosi processi gli autori sono spesso cambiati rivelando un preciso disegno di falsa attribuzione.
Se si accetta la verita' ricostruita dalla magistratura spesso dietro le stragi sono comparsi alti ufficiali dei servizi segreti, e i fatti sono stati inseriti in un contesto di "strategia della tensione" portata avanti in tutta europa nell'ambito della guerra fredda.

Per chi volesse approfondire vi rimando a wikipedia che ritengo essere la fonte piu' imparziale che possa proporre.

Visto che in diversi processi si e' rilevato il coinvolgimento di vari servizi segreti ritengo probabile che non tutte le indagini siano state pilotate dalla "magistratura rossa" e che il fatto sia credibile.
Se si condivide questa mia tesi ci si trova davanti ad un precedente evidente, di gruppi para-governativi che organizzano stragi "esemplari" causando la morte dei loro stessi cittadini, facendo poi ricadere la colpa su altri per fini strategici e insabbiando con varie tecniche le indagini.

Quindi un fatto come quello che alcuni ipotizzano sia avvenuto l'11 settembre 2001 a New York e' gia' successo piu' volte in italia negli anni 70, non e' quindi impossibile ne' folle pensarlo.

Cito infine un altro episodi noto, Ustica, per mostrare di nuovo come sia effettivamente possibile gestire un "complotto" che coinvolge numerose persone e ottenere la loro "collaborazione", distruggere prove e altro.

Impossibile: troppe persone coinvolte

Molte persone di fronte alla possibilita' che il 911 sia opera di una qualche organizzazione para-governativa non hanno dubbi: e' impossibile. Un'operazione del genere coinvolgerebbe troppe persone, 1000 o piu'. Ed e' impossibile sia che siano tutti d'accordo sia che nessuno parli per minacce, soldi o qualunque altra cosa.

Ci sono un po' di difetti in questo ragionamento, per esempio non si sa bene su cosa si basino queste stime, numeriche e qualitative che vengono assunte semplicemente come "evidenti".

Ma quello che trovo il limite principale di questo ragionamento e' il seguente. Se ci si sofferma ad analizzare un singolo ipotetico caso in dettaglio ci si trova di fronte ad un semplice problema: a chi rivolgersi?

Poniamoci per un istante nello scenario dell'inside-job e prendiamo una persona che ne sia coinvolta. Magari una persona che si e' "pentita" o una persona che inizialmente non ne sapeva nulla (ad esemio pensava solo di star eseguendo normale manutenzione all'interno delle torri) e solo in seguito realizza a cosa ha partecipato.
Si trova a questo punto di fronte ad un problema complesso: sa che all'interno del proprio governo c'e' un gruppo di persone "poco raccomandabili". Faccio notare che per questo non serve nemmeno un contatto diretto da parte di qualcuno con questa persona: e' evidente quali siano i rischi. Ripeto che ci poniamo nello scenario del "complotto", e il nostro protagonista ha la certezza che questo sia avvenuto.
Magari non ha famiglia o altri che potrebbe mettere in pericolo, e dopo 2 notti insonni decide di parlare. Magari per caso fortuito ha conservato anche quale copia dei documenti che erano stranamente andati perduti nel recente trasloco.
La domanda e' molto semplice: a chi mi rivolgo? In questo scenario e' impossibile pensare che i mass-media non siano in qualche modo controllati o censurati. Come puo' il nostro eroe far conoscere la sua versione?
Sceglie cmq il suo giornale di fiducia e si reca in redazione. Racconta una storia delirante, da vero cospirazionista (magari e' anche comprensibilimente nervoso). Potrebbe essere facilmente mandato via, ma invece trova qualcuno disposto a dargli retta. Possiamo davvero pensare che un qualunque giornale decida di pubblicare questo scoop in prima pagina? Ovvero dichiarare che una qualche organizzazione para-governativa ha eseguito gli attacchi dell'11 settembre, che ha il controllo dei principali media e che solo loro conoscono la verita'.
Supponiamo che lo facciano. Il giorno dopo immagino si ritroverebbero ferocemente attaccati e ridicolizzati dal resto della stampa, a meno di supporre un qualche improvviso e hollywoodiano voltafaccia di tutti gli altri media coinvolti in nome di verita' e giustizia.
Puo' essere invece che la notizia venga pubblicata in un articolo minore, nessuno la nota, nessuno la amplifica, qualche ricercatore dei fatti del 911 la nota e la segnala sul proprio sito, un sito che leggono solo coloro che dubitano della versione ufficiale, che cosi' ottengono una nuova piccola conferma della propria tesi.
Nel mondo "mainstream" pero' la notizia non e' giunta, e se anche qualcuno fosse riuscito a superare tutti gli sbarramenti e a comunicare la sua verita', per il grande pubblico nessuna delle 1000 persone coinvolte avrebbe parlato. O magari una sola, ma cosa conta 1 su 1000?

Il nostro personaggio potrebbe invece decidere di parlare in modo anonimo con un qualche noto ricercatore dei fatti del 11 settembre. Questo a sua volta al piu' citera' una fonte anonima che avra' ben poco valore per chiunque (scettici e non).

Nello scenario proposto ho proposto che la stampa sia a conoscenza dei fatti e che li nasconda. Questa e' una mia ipotesi discutibile, ma trovo personalmente impossibile che, sempre nell'ipotesi del "complotto", la stampa non ne sappia o sospetti nulla che evito di valutare questo scenario.

Questo meccanismo secondo me da solo puo' giustificare la maggior parte dei silenzi delle persone coninvolte.
E' facile pensare che dove necessario possano anche essere prese misure piu' drastice rispetto alle singole persone, che di fatto sono per tutti dei perfetti sconosciuti, la cui scomparsa non farebbe notizia.

Penso pero' che ci sia un altra motivazione importante che possa giustificare il fatto che molte persone collaborino a nascondere i fatti: la semplice condivisione degli obiettivi e la rassegnata/fatalistica accettazioni dei mezzi da usare per raggiungerli.
Il gruppo che si ipotizza abbia orchestrato i fatti non e' composto da una decina di semplici cittadini, ma si ipotizza abbia grossi appoggi politic, finanziari e militari (altrimenti non si spiegherebbe il loro successo o anche solo la disponibilita' di mezzi). E' probabile che in questa rete di conoscenze e sostenitori sia difficile trovare persone disposte a collaborare per libera scelta. Le quali possono poi essere eventualmente addestrate per compiti specifici.

C'e' un altro aspetto un po' piu' articolato che volevo affrontare: come spiegare il fatto che, per esempio di fronte al crollo delle torri, diversi noti ricercatori abbiano fornito una spiegazione che qui ipotizzo falsa e che solo pochi abbiano sostenuto tesi alternative.
Qui ritengo che il meccanismo principale sia la banale distruzione delle prove su cui basare le proprie analisi.
Come segnalato gia' in un altro post la "scena del crimine" di ground zero e' stata distrutta in modo molto rapido limitando moltissimo l'accesso anche agli stesse persone incaricate dal FEMA di condurre le indagini. Anche l'accesso ai progetti e informazioni di dettaglio sulle torri e' stata limitata moltissimo.
Molte delle analisi fatte sono quindi basate solo su quanto si e' scelto di rendere pubblico, oppure su documenti difficili da interpretare e apparentemente poco "accademici" (es. i filmati trasmessi dalle emittenti televisive e la foto d'archivio della costruzione delle torri per dedurne la struttura). Di fatto mi sembra di aver capito che sia oggettivamente difficile poter proporre una "seria" indagine sui crolli secondo gli standard accademici.
Il lavoro di Steven Jones ritengo che sia comunque un tentativo formalmente corretto, basato appunto solo sui pochi elementi disponibili.

Concludo facendo notare un limite di questo ragionamento. Affermo che la mancanza di persone che si facciano avanti per affermare la verita' e' compatibile con l'ipotesi dell'inside-job. Ovviamente pero' e' anche compatibile con l'ipotesi dell'attentato terroristico. Quindi chiaramente l'assenza di "dichiarazioni" non rafforza la prima ipotesi, ma ritengo che la loro mancanza non sia da ritenersi strana o inspiegabile e che quindi non sia un elemento significativo a discredito di questa stessa ipotesi.

Indagini ostacolate: crollo delle torri

Sui fatti dell'11 settembre ci sono state 3 commissioni di indagine: quella del FEMA, del NIST e la "9-11 Commission".

Il FEMA (direi una protezione civile americana) ha assemblato un gruppo di ingegneri volontari (BPAT) per indagare subito dopo i crolli. Questo e' quanto e' stato riferito alla House of Representatives alla fine delle indagini.

http://www.house.gov/science/wtc/charter.htm

Per chi non abbia tempo di leggerlo tutto lo riassumo. Il BPAT non ha avuto accesso alla zona del crollo, non ha potuto selezionare direttamente il materiale da analizzare, non ha avuto accesso ai progetti degli edifici di cui doveva studiare il crollo e non ha potuto condividere i risultati delle proprie indagini con altri ricercatori a causa di un accordo di riservatezza che hanno dovuto firmare.

Gli stessi problemi sono stati segnalati dalla National Science Foundation (NSF), una specie di CNR americano(?).

Si puo' pensare a problemi di coordinazione. Contemporaneamente a queste indagini erano in corso quelle dell'FBI e le operazioni di soccorso tra le macerie delle due torri.
Se anche si volesse accettarlo questo pero' non giustifca il fatto che l'acciaio delle torri sia stato rapidissimamente fuso e riciclato, impedendo cosi' di analizzarlo.
Lo stesso documento riporta il fatto che il BPAT e l'NSF, per poter esaminare altri campioni di acciaio, si siano recati direttamente alle fonderie dove hanno "negoziato" un accordo per accedere "infine" al materiale rimasto.

Perche' in 7 mesi non e' stato permesso l'accesso ai progetti degli edifici al NSF? Si puo' capire uno "shock" amministrativo per un mese, forse due. Non vedo come questo potesse costituire un qualche pericolo.
Come mai l'acciaio e' stato riciclato cosi' presto anche se il BPAT e altri hanno segnalato che quello significava distruggere prove necessarie per l'indagine?

Il materiale visionato dal BPAT per le indagini non e' stato rilasciato assieme alla relazione e non e' chiaro se ci siano filmati o altro che non sono stati rilasciati per altre vie.
Lo stesso per l'inchiesta del NIST che dichiara di basarsi su numerose foto e filmati ma che non vengono pubblicate assieme alla relazione, cosi' come i dettagli delle simulazioni condotte.

Ritengo che questo caso, e altri che pubblichero' poi, di ostacolo ad indagini complete ed approfondite, assieme alle palesi omissioni delle relazioni ufficiali (es. WTC7 nel "9-11 Commission Report") siano estremamente difficili da giustificare nell'ipotesi di un attentato terroristico.

Indizi e prove

Sul 911 ci sono un sacco di strane coincidenze, indizi, anomalie e contraddizioni.
Pero' ritengo che 1000 indizi non costituiscano un prova.
Faccio un esempio. Il passaporto di Satam Al Suqami, che pare fosse a bordo dell'aereo che ha colpito la prima torre (wtc1, torre nord), e' sopravvissuto all'impatto e relativo incendio ed e' stato ritrovato dalla polizia ad alcuni isolati di distanza.

http://911research.wtc7.net/disinfo/deceptions/passport.html

E' difficile crederlo, ma in fondo perche' no? Il passaporto sara' stato all'interno di un portafogli che puo' averlo protetto quel tanto che basta. Suqami si presume fosse il pilota, quindi al momento dell'impatto era nella cabina di pilotaggio. L'aereo si e' conficcato per intero nella torre ma il carrello e' uscito addirittura dalla parte opposta. E' possibile che anche altro materiale sia stato risucchiato/spinto fuori magari proprio dall'esplosione? Secondo me si'.
Non sappiamo poi altri dettagli sul ritrovamento, se fosse in un portafogli, in una giacca o altro.

Non abbiamo molti altri elementi, diciamo che possiamo solo convenire che la cosa e' strana, ma di cose strane ne succedono ogni giorno e poi credo che pochi di noi abbiamo numerose esperienze di disastri aerei per stabilire che cosa effettivamente sia strano in quello che e' un contesto oggettivamente molto lontano dalla nostra realta' quotidiana (in termini di velocita', di forze, tempi e masse coinvolte).

Decido quindi di non considerare come significativo questo elemento.

Questo stesso lavoro provero' a farlo con gli altri elementi "strani" successi quel giorno.

Ciao

Info di base e fonti

Per chi fosse completamente a digiuno di tutta la questione rimando ai siti

http://911research.wtc7.net/

o in italiano

http://www.luogocomune.net/site/modules/911/

(non condivido tutto cio' che si trova pubblicato su questi siti, ma penso siano degli ottimi punti di partenza)

Per le fonti dei fatti citati cerchero' sempre di indicarle, molto spesso' sara' 911research su cui poi si possono trovare i riferimenti ulteriori alle fonti "ufficiali". Nel caso ne dimenticassi qualcuna significativa segnalatemelo pure.

Iniziamo

Ciao a tutti.

Dalla fine del 2005 sto studiando con attenzione i dubbi che circolano su cosa sia effettivamente successo l'11 settembre 2001.
Ho iniziato con molto scetticismo, poi sono stato colpito dal sito www.wtc7.net e da li' ho cominciato a prendere un po' piu' sul serio la questione.
Oggi, nonstante ritenga che l'ipotesi di un attentato autoinflitto sia piu' probabile di un attacco da parte di un gruppo di terrosisti, mi capita spesso
Lo scopo di questo blog e' riverificare sistematicamente tutti gli elementi che ritengo significativi sulla vicenda (crollo delle torri, indagini ostacolate, pentagono, ecc.) con l'obiettivo di trovare quelli realmente concreti. La posizione che cerchero' di tenere e' di critica verso tutte le tesi alternative a quelle ufficiali che, dove necessario, cerchero' anche di difendere.

Puo' sembrare un trucco retorico: mi fingo critico e seleziono alcuni elementi come incontestabili. Non e' questa la mia intenzione, ognuno esprima poi il suo giudizio.

Chiudo con una nota tecnica: questo blog sara' impostato piu' come un sito, come un elenco di appunti, quindi e' probabile che alcuni post verranno modificati piu' volte. Dove le modifiche diventassero troppe mettero' un'indicazione di "revisione" con il riferimento alla nuova versione.
Spero che questo non crei troppa confusione con eventuali commenti.

Ciao